Il cosiddetto “revenge porn” è una cosa grave e seria. L’ultima proposta di Facebook in materia è incredibile.

Due soli giorni dopo la farsa di Zuckerberg coi parlamentari europei, arriva questo:

Vuoi farti foto porno? Nessun problema, basta dirlo in anticipo a Facebook /img/end-revenge-porn-facebook-farce.it.jpg
#staisereno, a Facebook puoi dirlo se ti fai foto birichine

ovvero, citando dal Corriere, Facebook propone che:

“gli utenti che temono la diffusione di loro immagini sensibili inviino le foto a rischio a Facebook, con un upload sicuro via Messenger e una tantum. Il team del social media analizza le immagini e crea un’impronta digitale unica, nota come hash. Da quel momento, il sistema è in grado di riconoscere le immagini, cancellarle dalla propria piattaforma entro sette giorni qualora vengano diffuse e neutralizzarne i caricamenti futuri anche su Instagram e Messenger.”

che tradotto significa:

“se avete relazioni intime, di cui magari nessuno dei vostri familiari, parenti, colleghi.. ancora sa niente, per favore fatecelo sapere comunque, così potremo schedarvi quanto e meglio di prima. Ah, e tranquilli, di sicuro nessuno riuscirà mai a craccare i nostri server, cioè a fregarsi foto VOSTRE che magari non sarebbero mai finite online altrimenti”.

Incredibile, davvero. E lo sarebbe anche se l’offerta non fosse oggettivamente inutile. Perchè non c’è solo Facebook, e basta che foto digitali “sensibili” finiscano online UNA volta, anche e soprattutto in posti dove Facebook non ha alcun potere, e da Internet non spariranno più.

IMPORTANTE: (paragrafo aggiunto il 24/5/2018 alle 16:25) leggendo l’articolo in Inglese citato come fonte dal Corriere si capisce che la proposta è un tantinello (ma NON abbastanza, sia chiaro) meno inaccettabile di come la racconta appunto il Corriere, che ha pure capito male il testo originale. Per esempio, Facebook rimuoverebbe entro sette giorni tutte le immagini ricevute dagli utenti, conservandone solo una sorta di impronta digitale (in Inglese “images are deleted from Facebook’s servers, no later than seven days after they are sent”).

In pratica, devi solo sperare che gli attacchi informatici capitino almeno otto giorni dopo che hai fatto vedere a Facebook le foto piccanti. Ma su questo on c’è ragione di non credere a Facebook. Però il Corriere scrive altro, cioè che quelle foto saranno “cancellate dalla propria piattaforma entro sette giorni qualora vengano diffuse

In altre parole: a fidarsi di Facebook bisogna essere dei fresconi sempre, ma a fidarsi di Facebook se facesse come ne ha scritto il Corriere oggi bisognerebbe esserlo ancora di più.