In tutti i casi in cui i risultati di una votazione non hanno alcun effetto sostanziale su chi non doveva, o non poteva votare, gli aventi diritto a quel voto facciano come gli pare: dadi, frattaglie d’agnello, voto elettronico, quel che volete. Nessun altro se ne accorgerà, quindi va bene. In qualsiasi caso di voto davvero importante, invece, cioè almeno per qualsiasi elezione politica e amministrativa, ecco una versione aggiornata del perché il voto online o elettronico è da evitare, punto.

Prima di iniziare, qualche definizione e promemoria:

  • voto online: votare da dovunque vi pare, con “macchinari” (smartphone o altro) vostri
  • voto elettronico: votare, e soprattutto raccogliere e contare i voti, all’interno di seggi come oggi, ma interamente con macchine elettroniche ufficiali e certificate
  • il voto DEVE essere espresso liberamente, segreto e anonimo al 1000%
Lo ripeto: voto online o elettronico? No, grazie /img/voto-online-o-elettronico-no.jpg

Il voto online o elettronico va evitato perché:

Il voto NON va banalizzato

Rendere il voto facile e veloce quanto un “mi piace” su Facebook non farà altro che convincere ancora più persone che votare non ha importanza. Ma anche se fosse vero il contrario, rimarrebbe sbagliato e dannoso per principio, non facendo che aumentare la quantità di voti totalmente disinformati. Votare deve essere “difficile” (notare le virgolette, e non dimenticare che chiamare “difficile” staccare la linguetta dalla scheda, tanto per limitarsi a esempi attuali, è ridicolo). Andare a votare, e se necessario fare pure un po’ di fila, garantisce che chi vota lo fa perché ci tiene. Chi può votare ma non lo fa solo perché è noioso, o porta via un po’ di tempo ogni qualche anno, ha e costituisce un problema ben più grave di quelli risolvibili con qualsiasi sistema di voto.

QUALSIASI voto “a distanza” è stupido

Soprattutto se digitale, attraverso Internet e con dispositivi propri. Tanto per cominciare, significa prendere per buoni voti “espressi” da gente che in gran parte ancora usa “1234” come password, o non aggiorna mai software, tramite migliaia di combinazioni di software e hardware. È semplicemente impossibile garantire che quelli che sicuramente voterebbero con dispositivi craccati sarebbero troppo pochi per non avere risultati significativi sul risultato.

E se vi sorge spontanea l’obiezione “facciamo già i pagamenti online, perché non il voto?” vi sta sfuggendo qualcosa di grosso, vedi “frodi” più avanti. Idem per qualsiasi variante di “blockchain!!!!!!”. Perché i rischi tecnici sono niente, in questo contesto.

Il problema vero e inevitabile è che il voto può essere “espresso liberamente, segreto e anonimo al 1000%” solo se avviene in spazi sicuri e dedicati.

Votare online, con qualunque dispositivo, non farebbe che rendere molto più facile e molto meno individuabile, su scale molto più larghe di oggi, forzare qualcuno a vuotare come vuoi tu, davanti a te. Nemmeno sistemi come il tanto strombazzato i-voting dell’Estonia possono fare qualcosa di concreto per evitarlo: poichè si deve usare la propria tessera o scheda SIM per votare, un criminale non dovrebbe fare altro che farti votare davanti a lui, e poi tenersi la scheda o la SIM fino a dopo il voto.

La “velocità” non serve a NIENTE. Di sicuro non serve ad adulti sani

In un paese normale, le elezioni ci sono ogni qualche anno. Con quel ritmo, non fa c’è assolutamente nessun bisogno adulto di “conoscere i risultati in tempo reale”. Fatevene una ragione. Un adulto che non può aspettare qualche ora, o anche un paio di giorni, per avere un risultato assolutamente certo e affidabile ha bisogno di rilassarsi, al limite di uno psicologo, non certo del voto elettronico.

I costi contano molto meno di affidabilità e democrazia. MOLTO meno

Prendete i costi delle elezioni a scrutinio manuale e divideteli per le spese dello stato lungo un’intera legislatura. Scoprirete che avremmo risparmiato di più se spegnessimo tutte le luci prima di uscire da casa o dall’ufficio. Qualsiasi risparmio portato dal voto elettronico sarebbe irrilevante, se confrontato a tutte le controindicazioni elencate qui.

Le votazioni sono completamente DIVERSE dai pagamenti

A differenza dei pagamenti online, il voto DEVE essere anonimo e segreto. I pagamenti online sono relativamente sicuri solo perché, quando qualcosa va storto, c’è sicuramente qualcuno che se ne accorge, spesso immediatamente, e comincia a piantare grane per rimborsi o annullamenti. Con il voto o lo scrutinio elettronico, in confronto, sarebbe quasi impossibile accorgersi di qualche frode.

Frodi? QUALI frodi?

Quando il conteggio dei voti è manuale bisogna corrompere tutte o quasi le persone di un seggio, in molti seggi, perché ne sia valsa la pena. Quando registrazione e conteggio dei voti sono totalmente delegati alle macchine, invece, serve solo un attacco al loro software per ottenere risultati concreti.

Perchè bisogna anche rendersi conto che un “attacco informatico” in questo contesto non sarebbe certo stupido come tanta gente sembra dare per scontato. In un’elezione reale, qualunque trafficone con un minimo di cervello non craccherebbe mai il software delle macchine per votare per fargli assegnare tutti i voti a un candidato. È molto più probabile che lo craccherebbe in modo che cambi solo un voto ogni tanto, in molti seggi: abbastanza poco da sfuggire senza riconteggi manuali, abbastanza grande per rendere molto più probabile che vinca la persona “giusta”. Li avete visti o no, nelle elezioni del 2018, gli articoli su come bastano 100 voti in certe circoscrizioni per eleggere Tizio invece di Caio?

E non provateci nemmeno a dire “Open Source”.

Nel voto, l’Open Source è IRRILEVANTE

In qualsiasi elezione nel mondo reale, se tutto l’hardware e il software delle macchine per votare fossero Open Source non farebbe nessuna differenza degna di tal nome.

Il 99.9% degli elettori non sarebbe assolutamente in grado di verificarne il corretto funzionamento. E nemmeno potrebbe farlo il restante 0.1%.

A meno, ovviamente, di bloccare tutti per confrontare sul posto (ma come?) che il codice sorgente di quella macchina è genuino, e che la macchina non è stata alterata in alcun modo. Provando allo stesso tempo, a tutti i presenti, che non è proprio lui quello che la sta craccando sul momento. Sai le risate, anzi le sberle che volerebbero ai seggi?

Il voto online o elettronico è PROFONDAMENTE ANTI-democratico

Finchè (almeno) conteggio e controllo dei voti espressi sono manuali, chiunque si sia meritato una licenza elementare può gestirli o rilevare frodi. Votare online o elettronico significherebbe dichiarare per legge che solo un buon tecnico informatico è un cittadino abbastanza in gamba da gestire l’esercizio della democrazia. Ma quella non è democrazia (e nemmeno sicurezza, in ogni caso).

NOTA BENE: il 4 marzo 2018 ho sperimentato sulla mia pelle l’esistenza di personale di seggio non in grado di comprendere testi scritti assai semplici, che mi ha creato seri dubbi anche sulla loro capacità di contare i voti. Dico sul serio. Nonostante questo, confermo quanto scritto qui. Perché se di persone così ce ne sono tante, il fatto che sicuramente votano, perchè devono avere il diritto di farlo, ha conseguenze sicure e molto più gravi dei danni che potrebbero fare se per caso finiscono a gestire un seggio. Ma quello è problema da risolvere prima a scuola e poi nei mezzi d’informazione, per cui il voto elettronico non avrebbe alcun effetto.

Altri problemi, e alternative

  • voto all’estero? Per come è fatto oggi, è un problema talmente grosso che risolverlo col voto elettronico sarebbe come curare il cancro con un cerotto. Anzi, come mettere un cerotto a chi il cancro non ce l’ha
  • voto dei disabili: in Italia abbiamo già norme adeguate per quasi tutti i casi del genere. Se poi non riusciamo ad applicarle come si deve, quello è un problema da risolvere senza mettere a rischio il voto di tutti
  • schede nulle o bianche…: il voto elettronico impedirebbe sia di votare scheda bianca, sia di annullare il voto sbagliando in buona fede (tipo votare disgiunto quando le regole non lo permettono)

Per le schede bianche, la mia personalissima opinione è che… sì, questo sarebbe un vantaggio, non un problema del voto elettronico. Idem per le schede annullate di proposito, con fette di salame o amenità varie. Ma è un’opinione, non fissatevi su quella.

In ogni caso, e anche considerando le schede annullate involontariamente, qui dice che nel 2013 le schede bianche sono state l’1.12% dei votanti, quelle nulle (di proposito o no) 2.47%. Col voto elettronico, gli astenuti e gli annullatori di proposito sarebbero probabilmente rimasti quasi tutti a casa, non avendo altra scelta. Quelli che hanno sbagliato in buona fede, fossero anche l’80% di quel 2.47%, quasi sicuramente sono distribuiti equamente fra tutti i partiti. Ovvero, se pure il voto elettronico gli avesse impedito di sbagliare, il risultato finale sarebbe stato praticamente lo stesso. Quindi…

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