Emendamenti Calderoli, Stampa e Senato ancora non ne hanno capito niente

L’ultimo “articolo” de La Stampa sui famigerati “emendamenti Calderoli” mostra una “competenza” digitale avvilente (per quanto, intendiamoci, sempre in linea con quello generale dei media e politici italiani). Facciamoci due risate amare, partendo dalla mitica “app giusta”:

“[Cybercollasso del Senato in arrivo…] A meno che i cybercollaboratori di Grasso non trovino in tempo la app giusta, impresa per cui si stanno industriando”

Dire che in questo caso serve “una app” è come dire “l’anemia si cura ingerendo ferro, io sono anemico ma l’unica cosa di ferro che ho in casa e so usare è un martello, devo trovare il modo di morderlo”.

Com’era quel film? Giga e più giga?

Poi ci sono i giga degli iPad che sono più giga degli altri:

“Il problema è che tutta quella roba non ci stava nemmeno in un iPad da 32 giga”

I giga sono una unità di misura. I giga sono una quantità FISSA di bit. Fissa, governo ladro (*). Fissa! Dire “non ci stanno nemeno in un iPad da 32 giga” è come dire che due litri d’acqua non stanno _nemmeno in “una brocca da un litro di vetro di Murano”. O che, almeno legalmente, sei persone non stanno “nemmeno in una Mercedes da cinque posti”. Quegli emendamenti non stanno in un iPad da 32 giga per lo stesso motivo per cui non stanno in una _chiavetta USB da 32 giga, solo che quella costa meno di 10 Euro, l’iPad da 32 giga qualche centinaio (e ha pure tanti problemini non trascurabili). Incidentalmente, questa è la seconda volta in due settimane che La Stampa sembra proprio cercare qualsiasi pretesto, a costo del ridicolo, pur di ricordarci quante grandi figate fa Apple.

Svuoto il lavandino, o chiudo il rubinetto?

Se il lavandino della cucina è pieno, e tu per non allagare casa, cerchi di berla tutta abbastanza in fretta, invece di chiudere il rubinetto, come ti si dovrebbe chiamare?

Quelli già detti sono esempi di analfabetismo digitale a livello tutto sommato terra terra (ma comunque grave). Ma in quell’articolo ancora c’è la mancanza di competenza più grave, quella che porta (i politici, prima ancora dei “giornalisti”) a pensare che, in tutta questa faccenda, lo spreco vero sia la carta, e a complimentarsi, o quasi, per cose come queste:

“L’ultima volta…l’ufficio del presidente Piero Grasso richiamò tutti dalle ferie e si procurò un programma in grado di organizzare e catalogare gli emendamenti: due schermi collegati a un computer tennero occupato l’ufficio a pieno organico per due settimane. Ma alla fine ci si riuscì.”

che invece sono intelligenti quanto svuotare il lavandino di cui sopra bevendolo, invece di:

  1. regolare il rubinetto degli emendamenti con leggi e regolamenti effettivamente basati su CONOSCENZA dell’informatica
  2. a quel punto, respingere automaticamente (tranne se accompagnati da motivazione scritta interamente a mano, si capisce) gli emendamenti che differiscono solo per una parola o una virgola. Con uno qualsiasi dei normali software antiplagio già usati da anni in tutto il mondo, anche in Italia.

Nel prossimo post: come e perché è ora (anche per motivi che non c’entrano nulla con gli emendamenti! ) di scrivere le leggi come il software.

(*) nel senso che ti considera colpevole a priori, facendoti pagare in anticipo i giga, appunto, di roba che potresti scaricare illegalmente, **solo **perchè hai comprato un disco, chiavetta, eccetera.. con quella capacità. Anche se poi ci metti solo le foto delle tue vacanze, o i documenti di lavoro.