Ninux Day: scopri perché l'Internet di quartiere serve anche a te!

Secondo la pubblicità su TV e giornali una connessione veloce a Internet ti cambia la vita: musica, film e giochi online al minor costo possibile, più notizie di quante potremmo mai digerirne e soprattutto servizi sempre più efficienti.

Con Internet basta un computer per non sprecare più ore e ore per ottenere certificati, pagare i conti, prenotare visite mediche o controllare come si deve quello che fanno i politici. Per entrare in questo paradiso una famiglia avrebbe solo bisogno di una connessione a Internet sufficientemente veloce ed economica. Però soldi pubblici per pagare le infrastrutture non se ne trovano e i privati costano troppo… quando e dove vogliono esserci.

Infatti, almeno nelle condizioni attuali, un operatore privato tradizionale non vuole avere clienti in zone montane, poco popolate o magari a basso reddito: gli costerebbe troppo, rispetto ai possibili ricavi, arrivare dentro ogni casa con cavi telefonici, fibre ottiche, antenne o altro.

Se non ci date Internet, ce la facciamo da soli

Negli ultimi anni alcune persone hanno cominciato a stufarsi seriamente di questa situazione e hanno deciso di rimediare, per quanto è possibile, da soli. In Catalogna, per esempio, i computer di molte case sono connessi fra loro e con Internet grazie a una rete senza fili comunitaria, cioè progettata, installata e gestita dai cittadini, con l’aiuto delle amministrazioni locali. Oltre al servizio, progetti come questo creano anche nuovi posti di lavoro, dai negozi che vendono le apparecchiature necessarie a chi guadagna facendo l’antennista anche per Internet, non solo per la solita vecchia TV.

A che servono le reti comunitarie senza fili?

A prima vista queste reti sembrano l’ennesimo giocattolo inutile. Cosa potrebbe mai farsene una famiglia media, magari una coppia di pensionati, di una specie di “Internet di quartiere”? Ecco la risposta secondo Clauz, un membro di Ninux, un gruppo che sta cercando di costr uire una di queste reti a Roma:

“Perché per telefonare a chi vive a pochi metri da me devo pagare per far passare la mia voce attraverso i cavi di una compagnia telefonica, facendo il giro di mezza città? Non potremmo collegare direttamente i nostri telefoni, per poter parlare senza limiti e senza intermediari?”

“E perché limitarsi alle telefonate? Collegando direttamente i nostri computer potremmo scambiarci anche foto, video, o posta elettronica. Senza pagare più del necessario per usare la rete di qualche grande operatore, soprattutto se potessimo realizzare collegamenti via radio, senza fili! Se poi si aggiungessero altri vicini, potremmo creare una rete tra noi, di nostra proprietà, su cui far passare tutti i nostri dati. E questa rete privata potremmo anche connetterla alla Internet vera e propria, per dividere fra tutti i partecipanti anche il costo di quella connessione” (nota di Stop: questo permetterebbe anche a molte più famiglie di oggi di accedere ai servizi pubblici descritti all’inizio).

Reti comunitarie senza fili come quella descritta da Clauz stanno già nascendo in tutto il mondo, soprattutto in Europa. L’Italia al momento è in ritardo, sia per ostacoli burocratici e legislativi, sia per mancanza di informazione e interesse fra i cittadini. Proprio per risolvere quest’ultimo problema, Ninux ha organizzato un incontro aperto al pubblico chiamato Ninux Day dal 27 al 29 Novembre, a Roma.

Le reti comunitarie senza fili hanno solo vantaggi?

Personalmente, ho qualche diffidenza verso l’idea che chiunque, specialmente in zone densamente popolate, metta in piedi senza alcun controllo, preparazione tecnica o coordinamento con i vicini una rete senza fili. Sia per i rischi di inquinamento elettromagnetico sia perché il servizio risultante potrebbe essere molto più scadente di quello offerto dai grandi operatori.

Allo stesso tempo, però, so che le reti comunitarie potrebbero svolgere un servizio utilissimo e che piccole aziende capaci di farle come si deve ci sono già o potrebbero nascere, eliminando certi ostacoli legislativi. Vedo anche, come tutti, gli abusi e le inefficienze negli attuali servizi di telecomunicazioni. E mi sembra indispensabile che tutti i cittadini comuni, anche (soprattutto?) quelli non ancora connessi a Internet nè interessati a farlo, si informino meglio che possono su questi argomenti.

Per questo invito tutti a visitare il Ninux Day, oppure a scoprire come organizzarne in altre città.