Secondo la pubblicità su TV e giornali una connessione veloce a Internet ti cambia la vita: musica, film e giochi online al minor costo possibile, più notizie di quante potremmo mai digerirne e soprattutto servizi sempre più efficienti.

Con Internet basta un computer per non sprecare più ore e ore per ottenere certificati, pagare i conti, prenotare visite mediche o controllare come si deve quello che fanno i politici. Per entrare in questo paradiso una famiglia avrebbe solo bisogno di una connessione a Internet sufficientemente veloce ed economica. Però soldi pubblici per pagare le infrastrutture non se ne trovano e i privati costano troppo… quando e dove vogliono esserci.

Infatti, almeno nelle condizioni attuali, un operatore privato tradizionale non vuole avere clienti in zone montane, poco popolate o magari a basso reddito: gli costerebbe troppo, rispetto ai possibili ricavi, arrivare dentro ogni casa con cavi telefonici, fibre ottiche, antenne o altro.

Se non ci date Internet, ce la facciamo da soli

Negli ultimi anni alcune persone hanno cominciato a stufarsi seriamente di questa situazione e hanno deciso di rimediare, per quanto è possibile, da soli. In Catalogna, per esempio, i computer di molte case sono connessi fra loro e con Internet grazie a una rete senza fili comunitaria, cioè progettata, installata e gestita dai cittadini, con l’aiuto delle amministrazioni locali. Oltre al servizio, progetti come questo creano anche nuovi posti di lavoro, dai negozi che vendono le apparecchiature necessarie a chi guadagna facendo l’antennista anche per Internet, non solo per la solita vecchia TV.

A che servono le reti comunitarie senza fili?